
Sulla scia del successo ottenuto con l'ottima trilogia di Castlevania apparsa su GBA (Circle of the Moon, Harmony of Dissonance, Aria of Sorrow), Koji Igarashi e il suo team di sviluppo si preparano ora a bissare il successo ottenuto in passato con il rilascio di un nuovo e, presumibilmente, ultimo episodio inedito della famosa saga ammazza-vampiri di Konami ad approdare sui due schermi Nintendo. Le novità come al solito rimangono piuttosto marginali, proponendo solo qualche variazione sul tema Metroid-Vania lanciato nel 1997 con l'episodio PSX (Symphony of the Night), ma come i suoi due predecessori è in grado di dire la sua e imporsi come un punto di riferimento sulla line-up attuale del DS.
Come un fulmine a ciel sereno, direttamente dalle ultime posizioni, siamo giunti a questo nuovo episodio della saga multiplayer per eccellenza targata Nintendo: le folli corse su Kart di Mario e soci, all'insegna di gusci, banane e sorpassi all'ultimo secondo. A differenza delle classiche produzioni della grande N, infatti, Mario Kart Wii è stato annunciato, progettato e distribuito su tutti i mercati quasi in contemporanea. Accantonate le novità introdotte dall'episodio casalingo precedente (Mario Kart Double Dash!! - GameCube, 2003), questo nuovo capitolo si ripropone di riprendere le linee guida classiche della serie, ampliandole in minima parte. Un passo indietro sul piano dell'innovazione, dunque (anche se qualche spunto interessante c'è comunque), ma uno avanti per quanto riguarda l'equilibrio del gameplay, per l'episodio più discusso e chiacchierato della saga.
Ormai il mercato videoludico non è più quello di un tempo: ciò che il grande pubblico vuole al giorno d'oggi sono i nuovi esponenti delle grandi saghe commerciali, l'ennesima trasposizione dal mercato cinematografico o giochi al limite del fotorealismo, che spremono sino in fondo l'hardware della macchina sulla quale girano. I titoli originali prodotti dalle piccole software house stanno ormai sempre più scomparendo e, per così dire, “non esistono più gli eroi” di qualche generazione fa, quelli che ci tenevano compagnia in quei nostalgici anni '80, che non avevano un background e non ne avevano bisogno per menare le mani. Ma che fine hanno fatto gli eroi? A vent'anni di distanza dall'omonimo album degli Stranglers, ce lo spiega Goichi Suda (già artefice, insieme a Shinji Mikami, del visionario Killer 7 per GameCube, nel 2005) attraverso i panni di Travis Touchdown.