Titolo: The legend of Zelda: Twilight Princess
Genere: avventura, azione, enigmi
Sviluppatore: Nintendo
Editore: Nintendo
Giocatori: 1
Piattaforma: Gamecube, Wii (versione testata)
PEGI ratings: 12+
Lingua: italiano
Note: il gioco necessita sia del wiimote che del nunchuk
Il ritorno della leggenda
La serie di Zelda è una di quelle che all’annuncio di un nuovo capitolo fa vivere emozioni incredbili ai grandi fan, veramente tanti, anche se non al pari di marchi quali Mario o Pokèmon. Nata su NES con il semplice titolo di The Legend of Zelda e il suo seguito The Adventure of Link (un episodio speciale con telecamere laterali), non ha mancato l’appuntamento con nessun’altra periferica. Lo SNES ha ospitato A Link to the past, mentre il Game Boy dopo Link’s Awakening. Secondo i fan la console che ha ospitato i migliori capitoli è indubbiamente il N64, con il suo epico e leggendario Ocarina of Time, e in più Majora’s Mask, un seguito comunque da non sottovalutare, seppur non raggiunga i fasti di OT. E adesso, col Gamecube, che ha tentato di cambiare tecnica immettendo il Toon Shading nel suo Wind Waker, la saga torna alle origini con l’episodio che ha avuto il debutto più travagliato e al contempo meno convincente. Twilight Princess, anche se è un ottimo prodotto indispensabile nella ludoteca del proprio Wii, fin’ora non ha avuto vendite eccellenti, visto che killer application come Wii Sports o Wario Ware Smooth Moves (in suolo statunitense) stanno continuamente in vetta alla classifica delle vendite software, soprattutto per il fatto che è uscita anche la versione Gamecube. Ma in cuor nostro noi tutti sappiamo che non è quello che merita…
Il degno successore
Per vari motivi WW non è stato un grande seguito paragonandolo all’incredibile Ocarina of Time, per vari motivi, passando dalla grafica non amatissima e altri vari punti (soprattutto il numero dei dungeon, veramente esiguo rispetto alla media della serie). Ma già dai primi video mostrati all’E3 il pubblico è andato in delirio vedendo lo stile tecnico tornare a Ocarina of Time, anzi, anche più cupamente e, a volte, leggermente spaventoso. Questo è Twilight Princess: un espisodio cupo, profondo, adulto, che mal si sposa a dir la verità con i ritmi tondeggianti a pacioccosi di un Mario a caso. Il fatto che questa serie si discosta dai canoni di Nintendo però non è del tutto un fattore negativo: toglie alla mente dei casual quel luogo comune che classifica la Nintendo come una software house per bambinetti.
TP prende un sacco di spunti da OT: andando oltre all’aspetto tecnico, lo stile che comunque possiamo anche trascurare, introduce in questo episodio dei grandi ritorni che purtroppo in WW erano stati dimenticati appunto per motivi stilistici.
Dimenticatevi il mare aperto e infinito di Wind Waker e abbracciate le lande di Hyrule (non grandi come prometteva Eiji Aonuma ma comunque non povere e piccole), ma dite addio anche al misterioso Re Drakar, la nave che doveva trasportarvi tra le onde nel precedente capitolo e date il benvenuto ad Epona, il grande e maestoso cavallo apparso in OT.
Muoversi tra le pianure sconfinate delle terre di Oldin con il proprio cavallo (cavallo perché potrete dargli il nome che volete, ma la tentazione di denominarlo Epona è giustamente alto) è un piacere per gli occhi che potrebbe costringervi a girare intorno solo per sentire gli zoccoli che sbattono sulla roccia, se poi avete qualche goblin in parte potrete sempre spezzare i tempi morti combattendoci.
Tempi morti che comunque la maggior parte delle volte creerete voi tanto per vedere il fantastico orizzonte in lontananza, o appunto per gironzolare in tondo senza uno scopo preciso.
A questo si aggiungono le decine e decine di sub-quest che a dir la verità non servono a nulla ai fini del gioco, ma non completarle sarebbe assurdo vista l’appagamento e il divertimento che ne deriva.
Un altro punto importante della saga di Zelda è sicuramente il fatto che ogni gioco non ha lo stesso Link di quello precedente. Infatti come fa dedurre il nome Link è un “collegamento”, come uno spirito che passa di persona in persona, di eroe in eroe, e affronta continuamente grandi avventure.
E sembra proprio che lo “spirito” di Ocarina of Time si sia teletrasportato in Twilight Princess, tante sono le somiglianze tra i due.
Similitudini che si possono trovare in vari momenti del gioco, ma che sono veramente abbaglianti nel boss finale, pressoché identico a quello di OT (per quanto riguarda la prima parte, in cui Zelda vi lancia delle sfere di luce che voi dovrete rimandare al mittente con un colpo di spada ben piazzato fino aquando non verrà colpita).
I comandi
All’inizio del gioco Link è un semplice contadino di una terra dell’immensa landa di Hyrule a sud. Il suo compito è principalmente quello di impedire alle capre di fuggire dal recinto della fattoria lì vicino alla sua casa oppure dar da mangiare alle galline, una vita semplice che però riceve un veloce cambio di strada quando gli viene assegnato il compito di portare una spada forgiata dal fabbro del villaggio proprio alla città di Hyrule.
La trama è semplice e lineare come vuole la tradizione di Zelda, ma al contempo possiede una profondità e una serie infinita di anfratti che la fanno comunque epica e sconvolgente.
Colin, uno dei ragazzi che vivono nel villaggio, e altri bambini, vengono però attratti da una scimmietta nella foresta, e si perdono.
Ovviamente toccherà a Link prendere la spada per andarli a recuperare, affrontando il primo dungeon di questo nuovo Zelda, semplice, intuitivo ma geniale.
Come primo dungeon introduce egregiamente i nuovi controlli (per quanto riguarda la versione Wii) che per quanto non sfruttati al massimo divertono e sono intuitivi come non mai.
Al Nunchuk viene dato il compito di muovere Link con l’utilizzo della leva analogica e quello di fare il potente attacco rotante se scosso leggermente, al Wiimote invece quello di sguainare la spada e fendere o affondare con essa.
Il controllo a vista d’occhio potrebbe sembrare un po’ macchinoso e poco intuitivo, ma con il tempo l’accoppiata Wiimote-Nunchuk vi sparirà nelle mani, fino a quando non sarete veramente voi a colpire i nemici e a tirare con l’arco.
Gli altri tasti è inutile menzionarli, dato che servono solo per selezionare le armi o vedere la mappa dei dungeon, cosa che non vi interessa, mi sa.
Link durante l’avventura disporrà di molti altri oggetti, di cui ovviamente il più intuitivo e indovinato è sicuramente l’arco dell’eroe: dovrete mirare e colpire, indirizzando il Wiimote verso lo schermo e, più precisamente, verso il nemico da colpire.
Prima che ve ne accorgiate diventerete degli arcieri provetti, con il mirino immobile e una velocità nell’estrarre l’arco e sparare la freccia veramente notevole, considerando il fatto che prima dovevate aspettare circa 30 secondi per vedere il nemico esanime a terra.
L’unico problema riscontrato, personalmente, in questo frangente è la durata delle batterie.
Come spiegato dagli sviluppatori il Wiimote è destinato a sprecare più energia delle batterie con il Nunchuk e il sistema di puntamento, e avendo questo gioco entrambe le funzioni mi sono trovato più volte a dover mettere di scatto il gioco in pausa, e a cercare disperatamente delle batterie in modo da riprendere a giocare (drammatico quando mi è successo durante il combattimento con il boss finale). Non avendo, per ora, provato il controller del Gamecube con questo gioco non posso dire con chiarezza quale dei due sia il migliore, ma rimane sicuramente il fatto che quello del Wii funziona perfettamente e non dà problemi di sorta.
La principessa del crepuscolo
I comandi cambiano radicalmente quando entrerete nell’enigmatico e fumoso Regno del Crepuscolo, e dove incontrerete quella che alla fine si scoprirà dà il nome al gioco, Midna.
La creatura a tratti ripugnante e inizialmente quasi inguardabile (uno sgorbio che ricorda Smeagle del signore degli anelli) è a dir la verità la principessa di questo Regno.
Ancora qualche parola è doveroso sprecarla nella trama di quest’altro mondo.
Ganondorf, infatti, il signore delle tenebre che voi tutti conoscerete, è riuscito ad impossessarsi ancora una volta della Triforza della Potenza, e ha usato quest’ultima per distruggere il Regno della Luce dove vivono appunto Link e Zelda, per fare due nomi a caso.
Però otto spiriti, gli spiriti della luce per l’appunto, l’hanno colpito e rinchiuso nel Regno del Crepuscolo, dove appena arrivato è riuscito subito a farsi sentire alleandosi con Zant, un disertore che tradì Midna e la mandò nel Regno della Luce, divenendo imperatore.
Inutile dire che quello di Ganondorf è semplicemente un piano per tornare alla vita, visto che Zant non riceve alcun aiuto dallo stesso e viene abbandonato come imperatore di un mondo fatto di ombre, mentre Ganon torna in quello della luce e se ne impossessa.
La trama è raccontata incredibilmente bene e anche se così semplice, come ho già detto prima, introduce spunti interessanti e non è mai scontata quanto sembra.
Torniamo a parlare di Midna. Appena entrerete nel Twilight Realm, infatti, oltre al fatto che voi diventerete lupo, e quindi i controlli cambieranno leggermente (al pulsante A verrà affidato il compito di colpire gli avversari e morderli con le fauci, e il Nunhuck se scosso vi farà usare la coda)
Midna vi starà in groppa, mentre quando tornerete Link (nel Regno della Luce) lei diventerà letteralmente la vostra ombra.
Anche se la sua presenza è più caratteriale che per i comandi, le sue utilità sono multiple: spesso vi ritroverete a richiamarla per chiederle aiuto perché non riuscite ad andare avanti in un dungeon, ma anche per tornare lupo (quando ne avrete la possibilità) o teletrasportarvi.
Midna a dir la verità non è una grandissima aggiunta come altre riviste di settore la classificano, molto più interessante è infatti la modalità “Istinto” del lupo: se infatti premerete a destra o a sinistra sulla pulsantiera di comando +, Link comincerà a vedere con il fiuto, nel vero senso della parola! In quest’ambito potrete vedere le anime dei defunti (anche se loro non potranno vedere voi) o ancora meglio seguire l’odore di una certa cosa.
Ancora meglio, potrete andare in giro per il mondo, e vedrete che ogni tanto dei piccoli appezzamenti di terra emanano una luce. Se scaverete lì, con l’apposito comando, potrete ricevere in cambio rupie o cuori per ricaricare l’energia.
Purtroppo Link in versione lupo viene sfruttato soprattutto nella prima parte del gioco (per recuperare le così dette “Gocce di luce”, indispensabili per risvegliare i quattro dei delle diverse zone di Hyrule), mentre in seguito viene utilizzato sporadicamente e non tanto efficacemente.
Un’occasione mancata, perchè l’idea non era affatto male.
Probabilmente Aonuma e Miyamoto hanno saggiamente deciso di non mettere troppe volte Link in versione lupo durante il gioco, probabilmente per andare incontro alla necessità di far vedere che erano tornati alle origini della saga.
Nuove idee
Il gioco, per far passare il tempo, introduce anche qualche missione supplementare che serve a completare questo grande gioco.
La più utile è sicuramente l’aggiunta delle tecniche: delle speciali mosse che a volte servono anche per combattere contro nemici più forti.
Infatti trasformati in lupo potrete, se troverete una specie di lapide dislocata in diversi punti della mappa, grazie al vostro ululato, “evocare” un antico guerriero (alcuni dicono che sia addirittura il Link di Ocarina of Time!), che vi insegnerà queste utili azioni.
Le tecniche sono solo sette ma bastano e avanzano per trasformare i vostri scontri in epici battaglie in stile Cappa e Spada.
Purtroppo è questa l’unica reale sub-quest interessante, visto che le altre due principali (la ricerca degli insetti o delle anime dei fantasmi per liberare Giovanni dalla pietrificazione) si trasformano la maggior parte delle volte in semplici scorrazzamenti da una parte all’altra della mappa talvolta noiosi, inutili e frustranti.
Ottima invece l’implementazione della pesca, con il Diario ittico, potrete stare nel laghetto degli Zora ore ed ore solamente per prendere quel pesce che tanto desiderate.
Purtroppo è stata invece mancata l’inclusione di qualche grande personaggio della saga, quale Tingle, che non appare mai, o i tre dei: Nayru, Din e Farore, o anche Sheik.
In fin dei conti
Il lato tecnico, anche se non al massimo splendore, non delude gli occhi e rimane comunque lodevole e godibile.
Essendo un import dal GC, la grafica risulta forse impastata in qualche attimo, ma rimane comunque la migliore Gamecube e, sicuramente solo per il momento, la migliore del Wii.
Per quanto concerne il sonoro ci troviamo sui soliti livelli di un gioco di Zelda: musiche memorabili e remixate, effetti sonori allucinanti e doppiaggio (soprattutto la voce logorroica e fastidiosa di Midna, che addirittura uscir dal Wiimote, realizzata a regola d’arte) buono, per quello che c’è.
La giocabilità l’ho già ampiamente descritta, intuitiva e divertente.
E poi arriva il lato più gustoso e riuscito dell’intero gioco: la longevità.
Avevano ragione Aonuma e Miyamoto, ci vuole tempo per completarlo, anche se, se saltate tutte le quest secondarie, in una trentina di ore dovreste finirlo.
Il punto è che queste quest non sempre invogliano ad essere completate, anzi, talvolta risultano inutili e frustranti, addirittura noiose.
70 ore per completarlo al 100% sono forse un po’ pompate, esagerate, comunque la longevità è su una media elevata rispetto a qualunque altro gioco in singolo.
Ci troviamo davanti al degno successore di Ocarina of Time?
Sì, sicuramente è lui, ma per qualche difettuccio (piccolissimo, quasi insignificante) non riesce a raggiungere i fasti dell’appunto mai troppo lodato OT.
È comunque sicuramente un gioco bello, entusiasmante, profondo, che mai dovreste lasciare sugli scaffali se siete dei degni possessori di un Gamecube, o di un Wii.
Pro e contro
+ il ritorno di Zelda
+ dungeon numerosi e spettacolari
+ longevità elevatissima
+ sonoro impareggiabile
+controllo perfetto
+ Epona e Link-lupo
- quest non sempre interessanti
- grafica riuscita ma pur sempre un import Gamecube
- mancanza di apparizioni degne di nota
I voti
Grafica: 9.0 / 10 non è affatto male, ma trattandosi di un import dal Gamecube qualche paesaggio un po’ impastato dà sempre un poco fastidio.
Sonoro: 10 / 10 nulla di negativo riscontrato.
Forse potevano fare qualche nuovo motivetto, però…
Giocabilità: 9.5 / 10 molto intuitiva e funzionale.
Il Nunchuk è davvero ergonomico come dicevano.
Longevità: 9.5 / 10 siamo su livelli elevati, il gioco si completa in una trentina di ore ma con le quest e tutto il resto si allunga moltissimo. Purtroppo non tutte queste quest sono azzeccate come dovrebbero.
Globale: 95%
Zelda è tornato, con un controllo immediato e divertente, un’avventura lunga e intricata, dei dungeon spettacolari e difficili, e con Ganondorf……
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