Titolo: Mario Kart DS
Piattaforma: Nintendo DS
Sviluppatore: Nintendo
Editore: Nintendo
Giocatori: 1-8 (Wi-fi Connection integrata)
Presenza di Game Sharing: sì
PEGI ratings: 3+
Genere: corse (potrei tranquillamente dire semplicemente Mario Kart, però)
Il grande ritorno…
Mario Kart, la serie, nasce su SNES con Super Mario Kart, dove fece immediatamente un grande successo. Dopodichè, si è presentato su tutte le altre piattaforme Nintendo, compreso il N64 (con Mario Kart 64, probabilmente il migliore), il Game Boy Advance (Mario Kart Super Circuit) e infine Gamecube (Mario Kart Double Dash!!, che invece ha deluso alcuni grandi appassionati). L’ultimo arrivato è proprio Mario Kart DS, sulla fiammeggiante e innovativa console portatile Nintendo DS. E quello che si preannuncia è un ritorno in grande stile.
…alle origini
Sì, alle origini, perché infatti questo nuovo capitolo elimina la, a dir la verità, azzeccatissima possibilità di guidare con due personaggi differenti su di uno stesso kart, per tornare ad utilizzare un solo personaggio. Questo può dipendere da differenti motivi: o perché altrimenti il gioco si sarebbe mosso alla velocità di una tartaruga addormentata, o semplicemente per far assaporare ai giocatori di vecchia data quell’odore di casa che è mancato nella versione Gamecube.
Questo determina anche l’apparizione dei veri go-kart originali (in DD!! c’erano solamente quelli di Toad e Toadette), senza però dimenticare tutte quelle assurde vetture che danno un pizzico di originalità alle corse (vedi il trattore di Wario o l’auto-uovo dello slinguazzante Yoshi). Tutte queste automobili formano un numero impressionante nel parco macchine che ha in mano il giocatore, addirittura 36, un numero mai raggiunto in nessun Mario Kart. I personaggi invece vengono ridotti, quasi dimezzati, e oltre ai soliti Mario, Luigi, Peach è una sorpresa sbloccare anche R.O.B. (la sfortunata periferica NES che è oramai pezzo di culto e collezione), una buona idea, simpatica anche se un po’ strana.
Inutile che vi spieghi come funziona Mario Kart DS, pure i sassi lo sanno, ma non sia mai detto che tutti vi ricordiate le regole alla perfezione. Come ogni gioco di corse apparso su console, l’obiettivo principale di MK risiede nel tagliare il traguardo prima degli avversari. Allora, sapendo solo questo, potreste tranquillamente dirmi che è una specie di Need for Speed in chiave Nintendosa, e io vi risponderei con un sonoro: “NO.”. Nulla di più sbagliato. Infatti, oltre alle vostre capacità da pilota, vi serviranno anche svariati oggetti sfiziosi per impedire agli avversari di arrivare primi: questi variano dai famosissimi gusci (verdi o rossi, quindi a ricerca automatica), le infide banane, la succosa stellina che rende immortali, l’agognato fulmine e via discorrendo…
Però in MKDS spariscono gli oggetti speciali (ad esempio, in DD!! solamente Toad poteva usufruire del funghetto d’oro), che vengono invece consegnati in normali pacchi regalo a tutti i corridori che saranno abbastanza lesti da acciuffarli. Inoltre, appaiono due interessanti nuove aggiunte: il più azzeccato è il Calamarcio, un polpo che insozzerà i vostri schermi di inchiostro per un numero limitato di secondi, e il temibile Pallottolo Bill, che vi lancerà sotto forma di missile al recupero delle posizioni. Come tradizione vuole, gli oggetti più importanti cadranno sempre nelle mani dei giocatori rimasti un po’ indietro (trovare la stellina in seconda posizione è impossibile), per fare in modo che riescano a riacquistare posizioni, lasciando ai giocatori sul podio poteri più deboli quali banane e gusci verdi (molte volte traditori), per fare appunto in modo che il recupero da parte degli ultimi sia un po’ più “dolce”.
Molto più profonda risulta la catalogazione dei kart in questo nuovo episodio. Oltre alle divisione tra leggero, medio e pesante un kart può essere caratterizzato da altri sei insiemi: la velocità massima, l’accelerazione, la maneggevolezza, lo slittamento e infine la potenza degli oggetti trovati nei pacchi regalo. Per fare un esempio, il Ciclone di Bowser sarà veloce, ma in ambito accelerazione fa veramente pena, mentre il piccolo kart di Toad raggiunge in pochi attimi la velocità massima, che però non è di certo delle migliori.
Da soli
In singolo la modalità principale è sicuramente il GP, diviso come sempre in 4 livelli di difficoltà (uno è da sbloccare): 50, 100, 150 cc, e infine la modalità Speculare, che ripropone i tracciati di gara al contrario, come se appunto fossero riflessi in uno specchio.
Però in questo nuovo capitolo non basta semplicemente arrivare primi per poter affermare di essere al 100% dei piloti imbattibili, infatti alla fine di ogni torneo vi verrà appioppata una valutazione, che varia dalla non certo lodevole C alle ambite tre stellette. E non pensate che ottenerle sia una cavolata, se c’è una cosa che stupisce in questo nuovo Mario Kart è appunto la difficoltà che comporta questo sistema delle valutazioni.
Purtroppo (anche se non è una cosa tanto grave) come sempre nelle difficoltà più elevate i nemici sfrecciano a velocità che vanno ben oltre la nostra, ma questo non è del tutto un aspetto negativo, dato che aggiunge spessore ad un gioco ritenuto dai più un po’ semplicistico.
Se da quando questo videogioco è stato creato la modalità in singolo rappresentava un semplice extra rispetto alla vera vena multiplayer, bisogna dire che questa volta Nintendo si è veramente scervellata per trovare un rimedio a questa situazione: le missioni.
Alla loro prima apparizione in un Mario Kart, le missioni sono semplicemente dei tracciati già apparsi nel GP e nella modalità VS conditi però con obiettivi diversi dal solito, come compiere un determinato numero di turbetti (quelli che si possono svolgere in curva usufruendo dei tasti dorsali, che tra l’altro sono riapparsi con il mitico saltello) in un giro, finire una gara in un determinato tempo, colpire un certo numero di Tantatalpe con gusci verdi ecc. Certamente la modalità missioni non è il motivo che vale l’acquisto del gioco, ma non sono certo mal realizzate e servono per allungare la longevità ad un titolo che, sinceramente, ha già la longevità pressoché infinita, senza contare che le missioni sono a tratti difficili da completare, soprattutto se si vuole ottenere in tutte la valutazione massima di cui ho parlato poco fa.
In gruppo
Ma ovviamente è nella modalità multiplayer che risiede il vero succo di Mario Kart, modalità migliorata ancora dall’introduzione della Nintendo Wi-fi Connection (Mario Kart DS è stato il primo gioco ad usufruire di questo servizio).
Inoltre ci si può collegare tra amici nella stessa stanza (con una sola scheda di gioco si può giocare in otto, fattore da non sottovalutare neanche per scherzo) a patto che gli “scrocconi” usino come personaggio Tipo Timido (Shy Guy).
Oltre alla classica sfida non possono mancare delle simpatiche variazioni sul tema, che pongono come vero fine quello di usare gli oggetti piuttosto che quello più logico di vincere la gara.
La battaglia palloncini qua fa da padrona. Lo scopo è semplice: colpisci gli avversari e loro perdono un palloncino, se li colpisci un certo numero di volte vengono eliminati e continuano gli altri.
La cosa divertente e che se rimanete a corto di palloncini, potrete soffiare nel microfono del DS, et voilà: ecco apparire un palloncino colorato dal tubo di scappamento del vostro kart.
L’altra modalità è invece Caccia al Sole Custode, in cui i giocatori, dopo aver conquistato il Sole, dovranno sfuggire agli attacchi nemici per un limitato numero di secondi, in modo che vincano. Ma se disgraziatamente un guscio verde vi colpisse, perderete il Sole che potrebbe cadere nelle mani unte e callose di quel maledetto che vi ha colpito.
Il divertimento non manca in entrambe le modalità, dopotutto stiamo parlando di Mario Kart, no?
Una menzione speciale va alle piste.
Infatti in questo nuovo episodio le piste sono veramente tante (32!) e sono (quasi) tutte veramente belle da vedere e ri-vedere. Già, ri-vedere, perché metà di queste piste sono tratte direttamente dai vecchi episodi che ho già citato nell’introduzione.
La maggior parte di questi fanno tornare alla mente grandi ricordi, peccato che non tutti siano come questi (basti pensare alla pessima scelta d’inserire Circuito Innevato, apparso su N64, o il Ponte dei Funghi del Gamecube, da cui sono state tolte praticamente tutte le scorciatoie).
Molto ben elaborate invece le piste Nitro (quelle inventate appositamente per MKDS), che risultano a volte molto più lunghe del normale e piene di insidie e pericoli.
Peccato per la Pista Arcobaleno, troppo simile alla versione GC e non molto entusiasmante.
Tecnicamente parlando
Passiamo ora al lato tecnico di questo Mario Kart DS, che come il resto del gioco sorprende per genuinità e bravura da parte dei programmatori.
Oltre alle vetture e ai personaggi, le cose meglio realizzate sono sicuramente le piste, piene di particolari e colorate vivacemente (Palazzo di Luigi e Pontile Stregato a parte).
In fatto grafico è quanto di meglio si sia mai visto su DS, senza un minimo rallentamento e con una fluidità molto elevata per la piccola console Nintendo.
Addirittura le deflagrazioni generate dai Gusci Blu o dalle Bo-Bombe sono realizzate a regola d’arte, dopo l’esplosione rilasciano difatti uno sbuffo di fumo che rende bene l’idea di cosa sia successo. Il comparto sonoro ancora meglio.
Oltre alle solite vocine doppiate da Charles Martinet and Co. le musiche sono come al solito divertenti, indimenticabili e varie.
Passando dalla musica soft del Pontile Stregato elargita con pochissime note al ritmo sfrenato del Circuito di Mario, c’è di che sbizzarrirsi.
Per quanto riguarda la longevità non v’è dubbio alcuno: come tutti gli altri episodi della saga Mario Kart, se disponete di amici (anche via Internet, dato che Nintendo ha mantenuto il suo motto, il quale diceva che la Wi-fi fosse semplice da utilizzare) non smetterete di giocare fino a quando non uscirà Mario Kart Wii.
Ci troviamo di fronte ad un gioco sicuramente non esente da sbavature, ma che comunque dimostra ancora quanto la saga di Mario Kart sia destinata a durare negli anni a venire.
Pro e contro
+ valanghe di personaggi e piste
+ divertimento assicurato
+ Wi-fi Connection che non delude
+ grafica e sonoro a livelli elevati
+ longevità infinita
+ singolo migliorato rispetto ai precedenti episodi (ma non perfetto)
- alcune piste non azzeccatissime
- gli extra si sbloccano in poco tempo
I voti
Grafica: 9.5/10 la migliore apparsa su DS insieme a Metroid Prime Hunters. Colori vivaci come da tradizione, ma alcune piste potevano essere migliorate.
Sonoro: 9.5/10 anche qui non c’è molto da dire. Vocine come al solito di una tenerezza incredibile e musiche indimenticabili.
Giocabilità: 9.5/10 il Touch Screen fortunatamente viene utilizzato solamente per cambiare il tipo di mappa, e il microfono solo nella Modalità battaglia. Ottimo anche in questo contesto.
Longevità: 10/10 solo una parola: infinita. Wi-fi Connection, game sharing per otto giocatori… Il meglio che si può chiedere dal party-game per eccellenza.
Globale: 96%
Mario Kart DS raggiunge livelli qualitativi alla pari di killer application quali Zelda e Metroid, un gioco da comprare imprescindibilmente dall’amore verso le corse.
Ok adesso basta mi fanno male le mani a scrivere così tanto.
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